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Chiesa di Maria SS. Degli Agonizzanti - Canicattì

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Religioso, Storico, Monumentale

Nella Piazza XXIV Maggio incombe la solenne facciata della Chiesa B. M.V. degli Agonizzanti. Nacque proprio per soccorrere i moribondi. La prima fondazione risale al 1659, per volere del Vicario Foraneo don Carlo Adamo, Barone del Monte e della Grasta, quando vi si trasferisce la Confraternita omonima, che già operava dal 1634 nella Chiesa Madre. Questo "oratorio" (come viene tradizionalmente chiamata la chiesa dai canicattinesi) fu demolito nel 1782 per far posto all'attuale, i cui lavori erano iniziati nel 1759, per rispondere alle rinnovate esigenze della confraternita, alla quale avevano aderito esponenti della nobiltà locale. La facciata rettangolare, delimitata ai lati da piloni, è caratterizzata da una finestra ovale posta sopra il portale, la cui architrave reca incisa la data 1764. Le decorazioni plastiche del prospetto in tufo arenario dal caldo colore giallo risaltano sull'intonaco bianco. L'interno ad unica navata è decorato con sobri stucchi, completati nel 1785. La volta è stata ricostruita dopo il crollo parziale del 1880, così come il campanile e la scala esterna; solo sul presbiterio, infatti, è sopravvissuto un affresco con la Gloria di S. Giuseppe di Francesco Guadagnino, il più rappresentativo esponente della famiglia di pittori canicattinesi. Alle pareti, sugli altari, si possono ammirare significative opere d'arte. Al primo altare a destra la statua lignea del Cuore Immacolato di Maria, della seconda metà del XIX secolo e proveniente dall'ex monastero Santi Filippo e Giacomo; al secondo un Crocifisso, pesantemente ridipinto, della seconda metà del Settecento. Sull'altare maggiore si conserva la pregevole balaustra marmorea e la tela, firmata nel 1785 da Francesco Guadagnino, anch'egli aggregato alla confraternita: l'opera, raffigurante la "Madonna che assiste un morente", costruita su un gioco di diagonali, risente della produzione pittorica di Antonio Manno, presso la cui bottega l'artista canicattinese si è formato. Tre anni dopo Francesco Guadagnino firma la tela dell'Addolorata, posta sul secondo altare a sinistra. Sul primo è collocata la statua lignea secentesca di S. Francesco di Paola, dove le ridipinture ed i discutibili interventi di "restauro" non consentono di leggere l'opera nel suo aspetto originario. Attualmente, è chiesa succursale della matrice e nell'Oratorio vi si è insediato l'Ordine delle Orsoline.
Fonte: http://www.comune.canicatti.ag.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/215Inserito da Alfredo Petralia   

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